Quando il Club diventa davvero una squadra

Ci sono momenti nella vita di un club sportivo che vanno oltre il risultato di una partita, oltre la tecnica di un allenamento, oltre perfino la vittoria o la sconfitta.
Sono momenti in cui ci si accorge che lo sport sta facendo esattamente ciò per cui esiste: unire le persone, creare relazioni, formare individui.

Sabato, al Velate Rugby, abbiamo vissuto uno di quei momenti.

L’idea era semplice: far entrare in campo i giocatori della Seniores durante l’allenamento del minirugby e farli allenare insieme ai nostri piccoli. Una sorpresa per i bambini, ma anche – forse soprattutto – per i grandi.

Quando i Seniores sono entrati in campo in tenuta da partita, gli occhi dei bambini si sono illuminati. Per loro non stavano arrivando semplicemente dei giocatori più grandi: stavano arrivando i loro idoli.

Ognuno dei nostri Seniores è stato “adottato” da una delle squadre Under. Hanno corso insieme, giocato insieme, riso insieme. I grandi si sono piegati all’altezza dei piccoli per passare la palla, mentre i bambini cercavano con tutte le loro forze di placcare, correre, sfidare chi per loro rappresenta il futuro.

E sì, qualcuno dei piccoli è riuscito anche a “battere” il Seniores.

Ed è stato bellissimo.

Perché in quei momenti succede qualcosa che nessuna esercitazione tecnica potrà mai insegnare: nasce la fiducia.
La fiducia di un bambino che scopre di poter sfidare chi ammira.
La responsabilità di un adulto che capisce quanto possa essere importante per chi lo guarda.

Quello che è accaduto in campo sabato non è stato solo un allenamento condiviso. È stato un passaggio di valori.

Molti genitori ci hanno raccontato quanto sia stata emozionante la sorpresa. Alcuni si sono commossi. Gli allenatori dei bambini ci hanno parlato dell’entusiasmo dei piccoli, della gioia con cui hanno vissuto ogni minuto di quell’allenamento speciale.
I giocatori della Seniores, dal canto loro, hanno respirato qualcosa di raro: l’ammirazione pura, spontanea, sincera dei bambini.

E questa è una forza enorme.

Perché lo sport non è solo competizione.
Lo sport è educazione.
È crescita.
È comunità.

Lo ricorda anche lo Statuto del CONI, quando afferma che le attività sportive sono “elemento essenziale della formazione fisica e morale dell’individuo e parte integrante dell’educazione e della cultura nazionale.”

Noi al Velate Rugby crediamo profondamente in questo principio.

Un club non è solo una squadra che gioca la domenica.
Un club è una comunità.

Sono i bambini che muovono i primi passi con il pallone ovale.
Sono i giocatori più grandi che si allenano sotto la pioggia il martedì sera.
Sono gli allenatori che dedicano tempo, energia e passione.
Sono i volontari che preparano il campo, sistemano le attrezzature, danno una mano quando serve.
Sono i genitori che accompagnano i figli, tifano a bordo campo e spesso diventano parte attiva di questa grande famiglia.
Sono il Presidente e il Consiglio che lavorano perché tutto questo possa esistere.

In altre parole: il club siamo tutti noi.

Sabato questo si è visto chiaramente.

Quando, finito l’allenamento, grandi e piccoli si sono seduti insieme a fare merenda, a parlare, a ridere, a condividere un momento semplice ma pieno di significato.

In quei momenti non esistevano più categorie, Under, Seniores o ruoli diversi.
C’era solo una squadra.

La squadra del Velate Rugby.

Un ringraziamento sincero va a tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata:
ai nostri meravigliosi bambini, ai giocatori della Seniores che hanno risposto con entusiasmo, agli allenatori del minirugby, ai genitori che ogni giorno sostengono i loro figli e il club, ai volontari che danno sempre una mano, al Presidente e al Consiglio che condividono e sostengono questa visione.

E un grazie speciale alla nostra fotografa Enrica, una delle super mamme del club, che con pochissimo preavviso ha preso la macchina fotografica ed è riuscita a catturare momenti che resteranno per sempre nella memoria di tutti noi.

Guardando quelle immagini si capisce una cosa molto semplice:
non abbiamo organizzato solo un allenamento.

Abbiamo rafforzato una famiglia.

E forse questo è solo l’inizio.

Perché se lo sport serve davvero a costruire relazioni, a far crescere le persone e a rendere più forte la comunità che ci circonda… allora le occasioni per vivere momenti come questo non possono che moltiplicarsi.

Chissà, magari la prossima volta potremmo allargare ancora di più la squadra.
Magari coinvolgendo anche quei genitori che hanno voglia di entrare ancora di più nello spirito del club.

Dopotutto, nel rugby si sa:
quando si è uno in più, da qualche parte si trova lo spazio per andare in meta.

Stay tuned!
Buon rugby a tutti noi.

Gabriele Milone

Link foto https://photos.app.goo.gl/fW1ktxWzjyP3t8ih8